Parco Fluviale Bidente – Ronco
PUNTI D’INTERESSE
Il parco del fiume Bidente – Ronco è una vasta area che si estende fra i comuni di Bertinoro, Forlimpopoli e Forlì. La zona è caratterizzata da pronunciati meandri che evidenziano una limitata manomissione da parte dell’Uomo.
Premesso che questo polmone verde a due passi dai centri urbani permette numerose attività ecocompatibili, che spaziano dal semplice svago, passando per escursionismo didattico, per giungere a trekking, podismo, percorsi ippici, per bike ecc. vorremmo ricordare i variegati punti d’interesse presenti.
SIC: il sito d’importanza comunitaria “Meandri del fiume Ronco” (IT4080006), esteso per 221 ha, rappresenta il cuore del parco. La sua istituzione in una zona di naturale collegamento fra collina e pianura e ricca di conoidi, è stata approvata dall’Europa per la presenza di habitat da tutelare e promuovere. Accanto alla foresta a galleria di Salix alba (salice bianco) e Populus alba (pioppo bianco) che rappresenta un’elevatala estensione, troviamo habitat legati ad acque eutrofiche naturali e, addirittura, percorsi substeppici ricchi di graminacee, piante mediterranee e orchidee.
FLORA: oltre le principali specie arboree e arbustive, tipiche del territorio, ma ormai divenute poco comuni a causa dell’elevato livello di antropizzazione della pianura romagnola, si possono osservare le orchidee Anacamptis pyramidalis, Orchis coriophora, Neotinea tridentata e Ophrys holosericea. Interessanti e niente affatto comuni in un’area di pianura le seguenti specie: Clematis flammula, Rhamnus alaternus, Inula salicina, Ononis spinosa, Polygala nicaeensis, Vincetoxicum hirundinaria.
FAUNA: cinque specie di pesci d’interesse comunitario (Barbus plebejus, Barbus meridionalis, Chlondrostoma genei, Leuciscus souffia e Cobitis taenia). Per quanto concerne gli anfibi, è presente una specie protetta a livello europeo, come il Tritone Crestato (Triturus carnifex), mentre la Raganella (Hyla intermedia) è nota per un ampio popolamento.
Numerosi i rettili, ma sono gli uccelli a caratterizzare l’area come una delle più importanti a livello nazionale per l’estrema biodiversità (oltre 80 specie nidificanti). Si ricordano le tre specie di importanza comunitaria: Martin Pescatore (Alcedo Atthis), Tarabusino (Ixobrychus minutus) e Bigia Padovana (Sylvia nisoria). La classe mammiferi è ben rappresentata da tutte le specie presenti in pianura e collina. Due segnalazioni di particolare interesse, la Puzzola Europea (Mustela putorius) e il Lupo (Canis lupus) che inizia a predare la numerosa popolazione di ungulati.
EMERGENZE STORICHE: un altro motivo per visitare la zona è indubbiamente legato alla presenza di tracce storiche. Due arcate di ponte romano sono visibili in località Selbagnone, mentre Villa Paulucci-Merlini (metà del ‘700) è nota per un parco ricco di esemplari monumentali, in particolare, un Cedro del Libano, un Pino Laricio e un Ginkgo.
Complesso il rapporto Uomo-Acqua con l’acquedotto Spinadello che fino agli anni 80 portava acqua potabile al Lughese, il canale Doria che permetteva il funzionamento di numerosi mulini e le Vasche di decantazione dell’ex zuccherificio SFIR, ormai trasformate in punto di laminazione e importante zona umida. Da ricordare anche numerosi specchi d’acqua, frutto di un’attività estrattiva ormai esaurita, quali il lago Foma, il lago Golf, lo stagno delle folaghe.


