C’è un modo di attraversare i luoghi che non ha a che fare con l’arrivare, ma con il lasciarsi portare.
È la deriva di Guy Debord, il passo lento del flâneur raccontato da Charles Baudelaire, lo sguardo di Walter Benjamin che trasforma il paesaggio in un ipertesto aperto, fatto di tracce, incontri e deviazioni.
Non qualcosa da consumare velocemente, ma da attraversare lentamente, lasciandosi sorprendere.
Da qui nasce Inno al perdersi: un (non) festival che non ha un palco centrale, che non segue un programma lineare, ma si (ri)costruisce per percorsi, relazioni e possibilità inattese.
Un invito a cambiare ritmo, a uscire dalle mappe conosciute, a osservare ciò che resta ai margini — luoghi abbandonati, spazi dimenticati, paesaggi in trasformazione — e a scoprirli come archivi vivi del nostro tempo, stratificazioni di storie, tracce, memorie. Indizi.
A presto i primi indizi per perdersi.
Inno al perdersi è parte di IN LOCO 2026
A cura di: Spazi Indecisi
In collaborazione con: EXATR
Con il contributo di: Regione Emilia Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Romagna Acque | Società delle Fonti Spa, BCC ravennate forlivese e imolese



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