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Colonia Gustavo Fara Dai balilla ai soldati, dai profughi ai viaggiatori.

Colonia Gustavo Fara

Via Preli, 13, Chiavari GE
  • ANNO DI COSTRUZIONE: 1936
  • TIPOLOGIA: Colonia
  • STATO DI CONSERVAZIONE: Abbandonato

La Colonia Fara, intitolata al generale Gustavo Fara, fu commissionata dal Partito Nazionale Fascista nel 1935 come luogo e soggiorno di villeggiatura marinaro per bambini, da utilizzarsi nel periodo estivo. I lavori di edificazione si conclusero nel 1936, mentre l’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1938 alla presenza di Benito Mussolini. Nel 1940 fu adibita ad ospedale militare e sede di occupazione dell’esercito tedesco. Dagli anni Sessanta, salvo un breve periodo di riuso come scuola, la struttura è abbandonata. (Daniele Campi Martucci)

L’ex colonia Fara sita a Chiavari, in provincia di Genova, si staglia ormai abbandonata da anni sovrastando cupamente una bella spiaggia della città. Commissionata dal Partito Nazionale Fascista nel 1935 è un classico esempio del Razionalismo italiano. Da molto tempo versa in uno stato di abbandono totale, circondata da transenne e divieti continua comunque a essere un luogo di ritrovo per chi una dimora fissa non ce l’ha. L’ex colonia Fara di Chiavari fu concepita inizialmente come luogo di villeggiatura estiva per 400 balilla diventò poi nel tempo un ospedale militare, un rifugio per soldati tedeschi e alleati poi, tornò luogo di balneazione, ospitò profughi istriani, divenne poi l’albergo internazionale della gioventù italiana denominato Il Faro, abbandonato per vent’anni fu riutilizzato dal comune come scuola elementare e sede di associazioni. Successivamente, alla fine degli anni 90, la struttura chiuse in modo definitivo perché troppo fatiscente. L’ex colonia Fara di Chiavari ritenuta pericolante già negli anni 80 versa in uno stato di profondo abbandono anche se a pochi metri esiste uno stabilimento balneare discretamente frequentato durante l’estate. Le transenne e i cancelli con lucchetti non impediscono ai disperati di trovare tra le macerie un luogo chiuso in cui passare la notte e creare qualcosa di simile a una casa. (Pollyanna Zamburlin)

Come può una colonia balneare essere definita un palazzo del potere? Attraverso la strategia, lodevole quanto paternalistica, di offrire vacanze a quei figli della nazione che altrimenti non avrebbero mai nemmeno visto il mare, il regime si assicura l’adesione ai suoi valori da parte dei più giovani tra i suoi sudditi. Un’adesione a livello preconscio e, per questo, più profonda che mai.  (Thierry Bignamini)

DATA ESPLORAZIONE: 2013